Il viaggiare è fatale ai pregiudizi, ai bigottismi e alle menti ristrette.
[Mark Twain]

2015/01/14

Charlie Brown

Tutto 'sto caos con Charlie Hebdo inizia a sembrarmi un insulto nei confronti delle 2.752 vittime dell'attacco alle Torri Gemelle (ve lo ricordate ancora no, l'attentato alle Torri Gemelle?).
Se non esageriamo, non siamo contenti.
Che poi, seriamente, chi cazzo aveva mai sentito parlare di Charlie Hebdo?
Mi riferisco a noi, comuni cittadini non francesi.
Mi state forse dicendo che sono io l'unica ignorante a non aver mai sentito nominare Charlie Hebdo prima del 7 gennaio scorso?
Uhm, non siete credibili, sapete?
Invece, adesso, tutti appassionatissimi di satira...e di Charlie Hebdo, ovviamente.
Non entro nel merito dell'accaduto, che sicuramente è brutto quello che è successo.
È brutto e non giustificabile. Non è nemmeno da commentare.
E ammetto che io forse sono un po' cinica, forse.
Però, ci tengo a sottolineare che esiste la libertà di espressione, non la libertà di insulto.
Ma è facile, comodo, bello, scegliere sempre di stare dalla parte della maggioranza.

Vanno tutti di là, seguiamoli che evidentemente sanno dove andare!




Ripeto, ci piace sempre così tanto esagerare...

23 commenti:

  1. Quanta ipocrisia, infatti.
    Non per le Torri, figurati... ma per tutto quello che ruota sempre attorno a certi avvenimenti.
    Io oggi ho comperato Charlie Hebdo (ancora non ritirato dall'edicola, però) proprio per vedere cos'è, se è satira nelle mie corde o meno. Mi sembra giusto informarmi, come dici tu, e non limitarsi a riempire bocche e bacheche di hashtag il cui significato infanghiamo il giorno successivo quando non accettiamo lo scherzo a Brosio.

    Moz-

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    1. Guarda, per sicurezza lo scherzo a Brosio manco l'ho guardato.
      E comunque sì, troppo finto buonismo, troppa ipocrisia, troppa voglia di rendere sempre tutto un fenomeno mediatico. Odioso.

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  2. Il giorno dopo l'accaduto ho scritto il seguente post su FB: "Non pubblico la foto del giornalista satirico francese morto perché risulterebbe ridicolo, dato che fino ad oggi non sapevo nè chi fosse lui nè che esistesse il suo giornale. Però posso dire che chiunque si sia reso responsabile di una vigliaccata del genere dovrebbe essere condannato alla gigliottina come nel 1700..."
    Quindi siamo in due.

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    1. Aggiungiamo anche Moz così siamo in tre ;)

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    2. Solo ora mi sono accorto dell'assenza della "h" in ghigliottina...

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    3. Vabbè, il concetto era chiaro ;)

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  3. Hai ragione, e aggiungo anche che ci sono comunque morti di serie A e morti di serie B. Ma d'altro canto forse lo schierarsi (anche in maniera opposta) per mettersi in mostra in questi avvenimenti può in alcuni casi dare visione anche dei morti di serie B, e creare un minimo input per una coscienza comune più attenta.

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    1. Infatti...si fanno solo cose "comode".

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  4. Io infatti ho condiviso su Google un post di un ( penso ) giornalista che scrive cose in linea con il mio pensiero ed anche, a quanto leggo il tuo.
    É pubblico, quindi se vai al mio profilo puoi leggerlo, si intitola:
    Io Non Sono Charlie.

    Una sola parola: ipocrisia. Partendo anche dai giornalisti che ora parlano di Charlie
    ( e scommetto che manco tanti di loro sanno chi fosse, come noi ) e di libertà, loro, che scrivono articoli di giornale leccando il sedere ( come sono fiiine ) al politico che "dirige" il giornale per il quale scrivono.

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    1. Mi fa piacere sapere di non essere l'unica stronza (perché è sicuramente così che ci vedranno tutti gli altri ipocriti). ;-)

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    2. Mi hanno definito insensibile dicendo
      "Ma come fai ad esser contro l' appoggio per i francesi dinnanzi a questa tragedia?"
      Allorché ho capito che il loro ragionamento era dannatamente fermo, e neanche ho perso il tempo prezioso per rispondere loro..

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    3. Ragazzi... la frase migliore sarebbe stata... io sono con le vittime!
      Oppure, il silenzio rispettoso per i morti.

      ps io non sapevo cosa fosse Charlie Hedbo. L'ho cercato on line, Satira pesante!!!!!! Non fa per me, anche quella deve avere un limite. Essere a trecentosessanta gradi ma avere un limite.
      Comunque sul mio blog non ho scritto che sono Charlie

      E così Francesca quanto a stronzi il numero aumenta visto che mi ci metto anch'io!

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    4. Sì, fanno satira molto pesante, a mio parere pure un pochino offensiva.
      Ripeto, con questo non giustifico il gesto dei terroristi eh. Per carità.
      Diciamo che non giustifico la violenza in generale, né fisica né verbale. Ecco.

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    5. La violenza on può e non deve mai essere giustificata!
      A parte questo... il gregge segue sempre il capobranco... bel paragone per l'essere umano!!!!!! Ma tant'è.. pecore sono e pecore restano!

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    6. Ho pubblicato un post al blog con una vignetta. Sembrano in effetti,
      come dici tu Patricia, un pò esagerate, ma non conosco il francese e ne ho dedotto il significato solo di una.

      Nulla da dire sulle vittime, ma se essere Charlie significa condividere lo spirito delle vignette, beh,... allora io non sono Charlie

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    7. Nemmeno io Dani... non a questo livello!

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  5. Sono completamente d'accordo con te. Io non sapevo chi fosse e per quanto tale gesto sia da condannare c'è sempre un moralismo finto dove accomoda ai media.

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    1. Infatti, Dany, i media sono delle sanguisughe.

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  6. Beh, c'era già stato clamore tempo fa proprio per le vignette, perciò ne ero a conoscenza. Non ho pubblicato però nulla, non perché sia a favore o contro, ma perché certe volte la massa mi irrita, siccome in queste situazioni siamo ben lontani da "l'unione fa la forza".
    Posto che qualsiasi atto di violenza va condannato, questo fatto ci dà l'idea di come la gente sia plasmata dalla tv. Lo stesso 7 gennaio, in Yemen un'autobomba ha fatto una strage di studenti, almeno 30 morti. Non mi risulta che sia stato fatto un servizio, almeno su sky. Ha ragione chi ha scritto che ci sono morti più importanti di altri, è sempre stato così.
    Qualsiasi notizia a cui le televisioni decidono di dare risalto diventa l'unica ragione di vita per le persone. Ci si accapiglia virtualmente in nome della propria verità, si alimenta il dibattito sfruttando la visibilità che l'argomento porta, e poi succede qualcos'altro, e l'attenzione si sposta.

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    1. Sono d'accordo con te, Ciccola, Ci sono stragi continue ma si parla solo di quelle che fanno comodo!

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    2. Sai cosa ho sentito dire con le mie orecchie sgombre di cerume relativamente ai morti di altre nazioni?

      "Quelli sono abituati a fare la guerra"

      Una frase che mi ha fatto arricciare le ossa sotto la pelle della carne nelle ossa.

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  7. Non esistono morti di serie B. Le stragi in Yemen e tutte le cose che succedono nel mondo sono gravi e nessuno dice il contrario. Quello che è successo a Charlie Hebdo è obbiettivamente scioccante. E' scioccante perché la colpa dei giornalisti è stata quella di pubblicare vignette satiriche sull'islamismo. E' un attentato alla nostra libertà. Anche io non avrei mai scritto quelle cose, che ritengo perlomeno inopportune ma "anche io sono Charlie" perché sostengo la libertà.

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