Il viaggiare è fatale ai pregiudizi, ai bigottismi e alle menti ristrette.
[Mark Twain]

2015/05/14

Cerchi prodotti bio? Meglio chiamare Saul!

Da mesi trascuro, immotivatamente, il blog.
Anzi, un motivo c'è e si chiama SOCIAL NETWORK.
Che amarezza.
Comunque, giusto per non perdere la mano (e nemmeno i miei pochi lettori rimasti), ho deciso di scrivere un post con due argomenti a piacere e completamente sconnessi tra loro.

2015/05/06

donnediundiominore

Voglio parlarne anche all'interno di questo mio blog.
Nato da poco, il blog  donnediundiominore è già diventata tendenza virale in tutti i social network.
Si tratta di un blog dedicato a tutte quelle donne che hanno dovuto affrontare una separazione, un divorzio, un abbandono e che ora si ritrovano a dover portare avanti una famiglia da sole.
Donne in piena rinascita, sicuramente forti, ma non per questo meno bisognose di aiuto, consigli, idee e spunti per riuscire a vivere una vita serena e più facile.
Donne con figli a carico da accudire e da crescere.
Donne che soffrono ma che, per il bene e la felicità dei propri figli, non possono darlo a vedere.
Donne silenziose fuori ma con la guerra dentro.
Invito tutti voi a condividere questo sito per aiutare centinaia, migliaia di donne come me e come altre mie lettrici che, a differenza mia, sono costrette a vivere una vita decisamente meno semplice, tortuosa, piena di salite.
Vanno aiutate, sorrette e incentivate a non mollare mai. ♥

2015/04/05

Oggi sono io

Si dice "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi".
Bene. Io, oggi, ho scelto di starmene da sola. Per la prima volta, sono riuscita a schivare una Pasqua con i parenti, convincendo i miei i genitori e mentendo ai miei nonni, dicendo loro che oggi sarei andata a fare una scampagnata con amici. Tanto loro mica sanno che io odio le scampagnate. Ma, nello stesso tempo, non potevo dir loro la verità.

2015/03/30

Su due binari paralleli

Mi alzo tutte le mattine alle sette e mezza.
La stessa sveglia, la stessa solfa.
Mi vesto veloce. Di solito è già tutto sulla sedia, jeans e camicetta, così guadagno tempo.
Poi faccio colazione con calma, molta calma, accompagnata dalla televisione sintonizzata su un canale a caso.
Mi sistemo un attimo viso e capelli e, finalmente, esco.

2015/01/24

Come quando non sai dove andare

Come quando non hai voglia di parlare con nessuno, non hai voglia di ascoltare nessuno.
Cammini in riva al mare, in un pomeriggio di gennaio. Il vento è tagliente, ti spettina i capelli e te li appiccica alla faccia.
Gli occhi che lacrimano, il naso e le orecchie che si ghiacciano. Fa freddo e il cielo è nuvoloso. Ma l'aria sa di buono, profuma di pioggia e di salsedine.
Le nuvole hanno già fatto il loro dovere, fra poco il grigio non ci sarà più e verrà sostituito dall'azzurro del cielo pulito.
Non c'è nulla da dire e nessuno da ascoltare.
C'è solo il mare che, con il suo movimento continuo, a volte grida e a volte sussurra.
E poi ci sei tu, che continui a camminare senza una meta precisa. Il mare è così grande, senza limiti, il posto perfetto per fuggire, per guardare laggiù senza vedere nulla se non ancora mare.
E finalmente esce il sole, la spiaggia si popola di persone assonnate, annoiate, pensierose e sognatrici.
E tu sorridi, la tua fuga è finita.
È arrivata l'ora di tornare.

2015/01/14

Charlie Brown

Tutto 'sto caos con Charlie Hebdo inizia a sembrarmi un insulto nei confronti delle 2.752 vittime dell'attacco alle Torri Gemelle (ve lo ricordate ancora no, l'attentato alle Torri Gemelle?).
Se non esageriamo, non siamo contenti.

2015/01/13

Funziona così

Non è questione di dimenticare.
Io non dimentico.
Non dimentico le notti passate a piangere ma nemmeno i giorni che mi hanno resa tanto felice.
Ma mica si può rimanere immobili ad aspettare in eterno, vivendo di ricordi.
Perciò, ad un certo punto, è necessario riprendere a camminare.
Poi, che io preferisca la corsa alla camminata con il rischio di inciampare e di sbucciarmi le ginocchia ad ogni metro, è un altro discorso.

A me sembrava romantico quel silenzio catartico, anche senza le stelle,
ascoltarsi tacere, poi sfiorarsi la pelle senza lasciarsi mai, 
con le braccia conserte per scaldarsi il cuore.